Diagnosi precoce del tumore al colon retto

Cos'è il tumore del colon-retto?

È un tumore che colpisce l'ultima parte dell'intestino (colon-retto). È al secondo posto come frequenza tra le malattie tumorali in Italia e in Europa.

 

Come si forma?

In genere si sviluppa a partire da piccole formazioni benigne, chiamate polipi o più precisamente adenomi, che si formano nell'intestino con l'età. Solo una piccola percentuale di questi adenomi può trasformarsi in un tumore vero e proprio. Il processo di trasformazione è comunque molto lento (10-15 anni).

 

Chi è a rischio di contrarre il cancro intestinale?

Il cancro dell'intestino può formarsi sia negli uomini che nelle donne. Il rischio aumenta con l'età e nelle persone i cui familiari di primo grado hanno contratto questi tipo di tumore; è in relazione con una dieta ipercalorica ed alcune malattie intestinali.

 

Cosa si può fare per diagnosticare precocemente il tumore del colon-retto?

In caso di diagnosi precoce si può guarire in un'altissima percentuale di casi. È scientificamente provato che l'esecuzione periodica di esami come la ricerca del sangue occulto fecale può salvare molte vite: si possono diagnosticare tumori allo stadio iniziale, e quindi più facilmente guaribili, o asportare polipi prima che diventino tumori.

 

Cos'è l'esame per la ricerca del sangue occulto fecale?

Consiste nel verificare la presenza o meno di sangue nelle feci, invisibile a occhio nudo. Si rivolge a persone che non hanno apparenti disturbi intestinali.

 

L'esame per la ricerca del sangue occulto fecale va fatto anche in assenza di disturbi?

Sì, perché i tumori del colon-retto spesso non danno alcun disturbo per anni. Uno dei segni più precoci di un tumore o di un polipo intestinale è però proprio il sanguinamento, invisibile a occhio nudo, anche diversi anni prima della comparsa di qualsiasi altro sintomo.

 

A chi ci si può rivolgere per effettuare l'esame per la ricerca del sangue occulto fecale?

La Usl Umbria 2 invia a tutti gli utenti nella fascia di età compresa tra i 50 e 74 anni un plico.

 

La ricerca del sangue occulto fecale è un esame affidabile?

Come tutti gli esami non è infallibile. È possibile infatti che polipi o piccoli tumori non sanguinino al momento dell'esame. È quindi opportuno rivolgersi al proprio medico in presenza dei seguenti disturbi:

modificazioni persistenti delle abitudini intestinali

presenza di sangue nelle feci evidente a occhio nudo

sensazione di ingombro rettale persistente dopo l'evacuazione.

 

Se l'esame risulta negativo?

In caso di esito negativo sarà invitato a ripetere il test ogni 2 anni. L'Asl le invierà un nuovo plico.

 

E se l'esame risulta positivo?

L'esame risulta positivo per la presenza di sangue occulto fecale in circa 5-6 persone su 100. Questo non indica necessariamente la presenza di tumori o polipi intestinali: un sanguinamento nelle feci può dipendere anche da cause banali come emorroidi, ragadi o diverticoli. A volte, però, il sanguinamento può essere il primo segnale della presenza di polipi, che possono essere asportati per impedirne la possibile trasformazione in tumore maligno. Più raramente, chi risulta positivo al test ha effettivamente un tumore: in genere, però, è in fase molto precoce e quindi più facilmente curabile. In tutti i casi di positività è necessario un ulteriore esame: la colonscopia, un esame che serve a controllare le pareti interne del colon-retto. Durante la colonscopia si possono asportare ambulatorialmente la maggior parte dei polipi eventualmente rilevati.

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Ultimo aggiornamento: 03/07/2017