Foligno, in arrivo un nuovo angiografo



FOLIGNO - L’iter della procedura di gara è in fase avanzata, l’Azienda Usl Umbria 2 ha infatti già nominato la commissione che esaminerà, martedì prossimo 11 dicembre, le offerte per acquisire, agli inizi del nuovo anno, un angiografo di ultima generazione, in dotazione alla struttura di Emodinamica del “S. Giovanni Battista” di Foligno, per un importo di spesa di circa 700.000 euro, finanziato con fondi ministeriali e regionali. Il nuovo angiografo, che andrà a sostituire quello attualmente in uso, permette l’esecuzione delle coronarografie e delle angioplastiche con maggiore efficienza e diagnosi più accurate ed è di fondamentale importanza per garantire trattamenti efficaci ai pazienti colpiti da infarto.

ACQUISIZIONE NUOVO ANGIOGRAFO. DELIBERE DEL DIRETTORE GENERALE


“La Cardiologia dell’ospedale di Foligno - spiega il dr. Maurizio Scarpignato (nella foto), responsabile della struttura di Cardiologia Interventistica - è da sempre in prima linea nel garantire una risposta di alta specialità alle esigenze di salute della popolazione. In quest’ottica ha attivato, sin dal 2003, la struttura dipartimentale di Emodinamica che garantisce la terapia di scelta nel trattamento della cardiopatia ischemica. Questa attività ha fatto registrare negli anni una notevole crescita tanto che l’ospedale di Foligno è stato riconosciuto, insieme alle due Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni, centro hub per la rete dell’infarto, centro cioè a cui devono afferire 24 ore su 24 tutti i pazienti affetti da infarto cardiaco, che devono essere trattati nel più breve tempo possibile attraverso le cosiddette angioplastiche primarie. L’emodinamica di Foligno ha una media di oltre 1000 esami totali all’anno, di cui circa 450 angioplastiche totali e 150 angioplastiche primarie”.


Come è noto la patologia cardiaca costituisce la principale causa di morte della popolazione nei paesi occidentali ed è causata da una degenerazione delle arterie coronarie che vanno incontro a restringimenti (stenosi) o occlusioni che sono la causa dell’infarto del miocardio e di quelle che più genericamente vengono definite sindromi coronariche acute. Dalla fine degli anni novanta il trattamento che si è dimostrato sempre più efficace è stato quello di trattare le coronarie con un metodo invasivo e cioè la riapertura delle stesse con un palloncino e la successiva stabilizzazione con l’applicazione di una retina metallica detta stent, l’angioplastica coronarica.


L’attività interventistica è ovviamente un’attività di alta specialità che si avvale ed è supportata dall’alta tecnologia. Alla base di questa c’è proprio l’angiografo.


“Nell’ottica dell’innovazione tecnologica e con la finalità di fornire un servizio sempre migliore all’utenza - spiega il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 dr. Imolo Fiaschini - abbiamo stanziato importanti risorse per acquisire il nuovo macchinario che garantirà più efficienza, più sicurezza e più qualità. Il nuovo angiografo assicura infatti, attraverso una significativa riduzione di radiazioni, una più alta risoluzione di immagine, una maggiore velocità di movimento e studi più accurati attraverso software innovativi. Sarà quindi in grado di soddisfare e sostenere le evoluzioni future di questa disciplina scientifica e permetterà anche uno sviluppo del servizio di elettrostimolazione che si occupa degli impianti dei pace maker. Proseguiamo senza sosta sulla strada dello sviluppo dell’alta specialità fornendo ai nostri professionisti tecnologie d’avanguardia e garantendo ai nostri pazienti servizi e prestazioni di qualità e di notevole efficacia”.



(A.T. 7.12.2018)


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Ultimo aggiornamento: 10/12/2018