"Sanità pubblica allo sbando?". La Direzione Usl Umbria 2 risponde alle accuse di tre rappresentanti sindacali



"Sanità pubblica allo sbando?". La Direzione Usl Umbria 2 risponde alle accuse di tre rappresentanti sindacali

 

TERNI -  La Direzione Strategica ritiene doverosa una risposta, necessariamente articolata, alle ingiuste accuse diffuse a mezzo stampa da tre rappresentanti aziendali di Cgil, Cisl e Uil.

Il CCNL del personale del comparto Sanità è stato sottoscritto a livello nazionale in data 2 novembre 2022. Allo stesso è stata data pronta e tempestiva applicazione con la corresponsione degli arretrati dovuti al personale dipendente, pagati con lo stipendio di novembre 2022.

Da novembre 2022 ad oggi sono stati effettuati ben 7 incontri con le Organizzazioni Sindacali del comparto (14 e 24 novembre, 15, 20 e 30 dicembre 2022; 31 gennaio e 2 febbraio 2023), per la discussione delle tematiche relative all’applicazione del contratto medesimo.

Nonostante le sollecitazioni rivolte dalla delegazione di parte pubblica della Usl Umbria 2 finalizzate ad acquisire dalle OOSS e dalle RSU la piattaforma per l’avvio del confronto per la sottoscrizione del contratto decentrato (in applicazione del CCNL del 2.11.2022) e in assenza di ciò la Direzione aziendale, facendosi interprete delle esigenze istituzionali e dei lavoratori, ha convocato, con nota protocollo 59540 del 15 marzo 2023, un incontro con le OOSS e le RSU per discutere anche il regolamento per l’attribuzione degli incarichi di responsabilità del Personale.

Tutto questo - lo si ribadisce - in assenza di proposte della parte sindacale.

Ed allora quali sono le ragioni alla base di questo attacco duro e immotivato? Come mai non si riconosce oggi tutto il lavoro svolto in questi anni con spirito propositivo e nella massima trasparenza? Perché ci si dimentica che il Piano Sanitario Regionale, in bozza e in discussione nella quarta commissione consiliare, non è ancora legge e non è pertanto esecutivo? E perché non sono degni di menzione gli sforzi straordinari dell’Azienda per assicurare, anche nel periodo buio dell’emergenza pandemica, le necessarie risorse per garantire la funzionalità dei servizi attraverso le stabilizzazioni, il concorso degli infermieri, le assunzioni straordinarie, anche a tempo determinato, per le sostituzioni per gravidanza o malattia? Corrisponde infine al vero questa sbandierata volontà delle OOSS orientata alla definizione di un nuovo e moderno modello organizzativo o siamo di fronte, viceversa, al tentativo di tenere tutto congelato e conservare quindi l’esistente?

Relativamente a due annose problematiche quali il riconoscimento dei minuti per la vestizione e la svestizione del personale sanitario, come riconosciuto dal CCNL del 21.5.2018 nonché le progressioni economiche orizzontali, va sottolineato come questa azienda sanitaria abbia sottoscritto due accordi in data 9 dicembre 2021 che, dopo anni di attesa, hanno definito queste due questioni.

Non va sottaciuto come le OOSS Cgil Cisl Uil, relativamente all’accordo sottoscritto per le progressioni economiche orizzontali, abbiano citato in giudizio la Usl Umbria 2 per condotta antisindacale salvo poi ricredersi, con il ritiro precipitoso del ricorso. Che dire? Ai posteri l’ardua sentenza. Nonostante tutto questo la Direzione aziendale ha proseguito il suo percorso di confronto aperto, democratico e trasparente per tutelare gli interessi dei lavoratori e mantenere un clima lavorativo favorevole testimoniato da sette incontri promossi in tre mesi e mezzo.

Nell’arco di tempo compreso tra il 2018 e il 2022 questa Usl ha incrementato notevolmente la dotazione organica del personale del comparto con particolare riguardo agli infermieri (+180 unità circa in servizio) e gli OSS operatori sociosanitari (+70 unità circa in servizio).

La Usl Umbria 2 inoltre in piena pandemia ha espletato il concorso per infermieri cui erano iscritti oltre 9000 partecipanti e la cui graduatoria è stata approvata a giugno 2021 con oltre 1200 idonei fornendo professionisti a tutto il Servizio Sanitario dell’Umbria. L’azienda sanitaria, che secondo quanto dichiarato dai delegati aziendali di Cgil Cisl e Uil sarebbe “allo sbando”, ha espletato il mega concorso degli infermieri affrontando oltre alla complessità dovuta all’alto numero di partecipanti, anche le problematiche legate al Covid-19 e ai lockdown presenti in quel momento che prevedevano ferree misure di prevenzione e di controllo.

Ai tre esponenti sindacali va anche ricordato che nel momento in cui c’è stata la riconversione dell’Ospedale di Spoleto in Ospedale Covid e non c’era una graduatoria disponibile per gli operatori socio sanitari (OSS), questa Direzione, d’intesa con il Sitro, nel brevissimo lasso di tempo di circa 40 giorni ha pubblicato una procedura di selezione pubblica a cui hanno partecipato oltre 1500 candidati e redatto la relativa graduatoria (!!)

E tutto questo per far fronte al periodo più brutto in assoluto della pandemia (novembre – dicembre 2020).

Anche qui giova ricordare che quella graduatoria, come avvenuto per gli infermieri, è stata poi utilizzata da tutto il Servizio Sanitario Regionale per garantire funzionalità dei servizi e assistenza ai pazienti Covid positivi.

Si potrebbero inoltre ricordare a chi parla di “disastro”, denotando una memoria alquanto corta, le procedure di reclutamento per tecnici di laboratorio, altra figura cardine nel periodo pandemico e tante altre selezioni espletate per reclutare il personale della dirigenza sanitaria.

False e tendenziose sono pertanto le dichiarazioni diffuse a mezzo stampa volte a gettare discredito sul Personale della Usl Umbria 2 che quotidianamente presta la sua opera in silenzio e a cui va il ringraziamento della Direzione Strategica e della collettività tutta.

Esempi e testimonianze giungono quotidianamente alla Direzione attraverso apprezzamenti ed encomi che vengono spesso resi pubblici.

Non è assolutamente vera la notizia di pazienti ricoverati in corsia se non per situazioni assolutamente eccezionali e sono inaccettabili le dichiarazioni che screditano l’attività del reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Foligno.

Il “fantomatico progetto di Terzo Polo” è stato presentato in due circostanze pubbliche, come mai era avvenuto nella storia della sanità Umbria. Nei consigli comunali di Spoleto e di Foligno le forze politiche, sindacali, associative, istituzionali hanno potuto partecipare in maniera democratica e costruttiva al confronto.

Va detto, in replica a quanto affermato nella nota sindacale, che il Terzo Polo Ospedaliero è un progetto di grande lungimiranza e strategia politica e sanitaria, necessario per mantenere il livello di eccellenza delle risposte assistenziali e di cura erogate nei territori di Foligno, Spoleto, Valnerina.

Le affermazioni circa il ruolo e la funzione dell’Ospedale di Orvieto sono frutto di ignoranza degli autori. Forse è loro sfuggito che oggi, seppur con difficoltà ma con un progetto altamente innovativo, sono state ricostituite le équipe del Pronto Soccorso e della Chirurgia Generale in grado ora di assicurare un servizio proprio di un ospedale DEA di I livello.

Sempre ad Orvieto c’è la presenza di ottimi reparti di Ostetricia e Ginecologia (Punto Nascita), Pediatria, Cardiologia e Medicina Generale e d’Urgenza. Inoltre i servizi costituiscono un punto di eccellenza (Laboratorio Analisi, Diagnostica per Immagini e Oculistica). L’équipe medica dell’Ortopedia è infine in fase di potenziamento.


Per ciò che concerne l’ospedale di Amelia e di Narni è stata data attuazione alle direttive impartite dalla Regione Umbria mentre per la sanità territoriale va sottolineato come questa Usl sia impegnata nella realizzazione di una serie di progetti che prevedono investimenti per circa 60 milioni di euro, finanziati con fondi PNRR e non, che riguardano:

  • Adeguamenti antisismici degli ospedali di Foligno (per un importo complessivo di 19 milioni 435 mila euro), Spoleto (6.5 milioni di euro) e Orvieto (7 milioni e 347 mila euro);
  • Realizzazione di cinque Ospedali di Comunità: Montefalco, Spoleto, Amelia, Orvieto, Terni per un importo di 10 milioni di euro;
  • Apertura di 10 Case di Comunità: Montefalco, Nocera Umbra, Cascia, Norcia, Amelia, Spoleto, Orvieto, Fabro, Narni, Terni per un importo complessivo di oltre 15 milioni di euro;
  • Attivazione di due COT, Centrali Operative Territoriali a Spoleto e Terni per un importo pari a circa 1,3 milioni di euro.

 

Tali opere consentiranno di dare un volto nuovo alla sanità territoriale unitamente ad un prezioso recupero del patrimonio immobiliare che risultava in disuso orami da decenni.

Sono in corso di potenziamento (atti già adottati!) il servizio Patrimonio/Attività Tecniche/Ingegneria Clinica, il servizio Acquisti e il servizio Personale con assunzioni in corso.

Il gratuito attacco sindacale, come detto, getta discredito sull’attività di tanti professionisti, sanitari, tecnici e amministrativi che si stanno adoperando con grande spirito di abnegazione per far fronte a questi impegni di portata epocale.

In un momento delicato quale quello attuale, servono coesione e collaborazione e non certo accuse false e tendenziose.


Terni, 21 marzo 2023


Ultimo aggiornamento: 15/06/2023



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