INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA IN AUMENTO, L'ESPERTO RISPONDE


Intervista al Dottor Roberto Tazza, Responsabile della Struttura Semplice di Pneumologia Territoriale di Terni della Usl Umbria 2


TERNI - Dottor Tazza, le patologie respiratorie sono tante e differenziate, la loro conseguenza più grave è rappresentata dalla Insufficienza Respiratoria Cronica. Può spiegare cos'è e quali sono le sue cause?

"L'insufficienza respiratoria è la condizione patologica in cui l'apparato respiratorio non è più in grado di fornire un adeguato apporto di ossigeno al sangue, e quindi ai tessuti, e di eliminare il gas di scarico, l’anidride carbonica, in maniera efficace.

La conseguenza è che il paziente può andare incontro a problemi molto gravi che vanno dalla impossibilità di compiere le attività fisiche più comuni, alla alterazione delle capacità intellettive fino al decesso.
Le cause più frequenti sono la broncopneumopatia cronica ostruttiva o BPCO, significativamente correlata al fumo di sigaretta, le fibrosi polmonari, alcune malattie neurologiche e muscolari come per esempio le distrofie muscolari o la sclerosi laterale amiotrofica, le gravi malformazioni della colonna vertebrale o della gabbia toracica, le neoplasie polmonari e altro ancora".


Questa condizione può essere prevenuta e una volta instaurata come si tratta?

"L'Insufficienza Respiratoria Cronica è una condizione che generalmente insorge dopo molti anni di malattia, come nel caso della BPCO, soprattutto se malcurata, mentre nella sclerosi laterale amiotrofica, nelle distrofie muscolare, nelle fibrosi polmonari e nelle neoplasie è spesso la inevitabile conseguenza dell'evoluzione, spesso precoce, della malattia.

Una volta instaurata questa condizione le terapie farmacologiche non rappresentano più una soluzione valida e gli interventi sono basati sostanzialmente sulla somministrazione di ossigeno a permanenza, sulla ventilazione polmonare meccanica a domicilio e altri provvedimenti riabilitativi quali il riadattamento alla attività fisica, l'alimentazione, il supporto psicologico, etc".


Di cosa si tratta e come vengono gestite queste terapie nella città di Terni?

"Nella gestione della Ossigenoterapia a Lungo Termine definita OLT e della Ventilazione Meccanica Domiciliare definita VMD, è indispensabile la collaborazione tra le strutture pneumologiche territoriali come la S.S. di Pneumologia Territoriale e la S.S. di Malattie dell'Apparato Respiratorio della Azienda Ospedaliera di Terni che rappresenta per il comprensorio ternano il maggior prescrittore di queste terapie.

Da diverso tempo è inoltre consolidata la collaborazione con le altre Strutture Ospedaliere dell’Azienda Usl Umbria 2, della Usl Umbria 1 e delle Regioni vicine, in quest’ultimo caso soprattutto per pazienti pediatrici. La gestione sul territorio è responsabilità della Usl Umbria 2 per cui la S.S. di Pneumologia di Via Bramante per l’area sud e la S.C. di Pneumologia dell’Ospedale di Foligno per l’area Nord, hanno il compito di gestire l'attività di autorizzazione, organizzazione, erogazione e controllo dei ventilatori polmonari e dei presidi farmaceutici correlati. Altrettanto importante è l’autorizzazione alla ossigenoterapia a lungo termine (che può essere comunque effettuata anche in altre strutture ospedaliere e territoriali) ed i controlli domiciliari per i pazienti che non possono recarsi presso le strutture suddette".


Quanti sono i pazienti coinvolti e come è organizzato il servizio?

"I numeri forse rendono meglio l'idea della complessità di questa attività. I pazienti in OLT residenti nell’area Sud della Usl Umbria 2 sono circa 500 di cui almeno il 20% non deambulanti.
Per questi pazienti sono previsti controlli ogni 3, 6 o 12 mesi in relazione alle loro condizioni di stabilità. Il controllo della emogasanalisi domiciliare ha permesso, grazie alla corretta misurazione dei valori dell'ossigeno, l'ottimizzazione dell'utilizzo di questa terapia. In molti casi la terapia è stata sospesa perché non necessaria, in altri la terapia è stata adeguata ai reali bisogni del paziente.

Nel 2015 sono stati effettuati circa 400 accessi domiciliari di tipo medico per un numero di prestazioni pari a 1693 (emogasanalisi, visite, sostituzione cannula tracheale). Per quanto riguarda la Ventilazione Meccanica Domiciliare i pazienti attualmente seguiti dalla S.S. di Pneumologia Territoriale per l’area Sud sono circa 400 con la gestione di circa 500 apparecchiature.

Questa attività è di tale rilevanza che prevede la disponibilità, in appositi spazi, di una infermiera dedicata a tempo pieno al supporto delle complesse esigenze espresse dai pazienti e dai loro familiari oltre che alla gestione di tutte le attività correlate alla gestione di un tale numero di apparecchiature. I pazienti portatori di cannula tracheostomica, anch'essa ritenuta protesi respiratoria, vengono assistiti con la stessa metodologia e sono ad oggi circa 90. Per questi pazienti viene anche garantita la fornitura diretta dei presidi farmaceutici per la gestione della tracheostomia”.


Tutte le attività quindi vengono svolte dalla Struttura di Pneumologia?

"La centralizzazione di tutte le procedura rappresenta per gli utenti una notevole facilitazione dei percorsi autorizzativi e di gestione di condizioni patologiche molto complesse, spesso causa di complicazioni logistiche quasi insuperabili.

L'esperienza della S.S. di Pneumologia Territoriale di Terni, grazie alla identificazione di spazi e personale dedicato, rappresenta un modello di organizzazione dell'attività territoriale abbastanza originale nel panorama sanitario nazionale e generalmente molto apprezzato. Di particolare importanza è la possibilità che gli utenti possano rivolgersi a un'unica struttura dove ricevere informazioni chiare e complete".


Cosa si potrebbe fare per ridurre l'incidenza di questa condizione?

"Le patologie respiratorie rappresentano una causa di morte in rapida evoluzione e è previsto che entro 5 anni saranno la terza causa nel mondo. Il fumo rappresenta la principale causa evitabile della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che evolve spesso in insufficienza respiratoria. L’impatto emotivo e mediatico sulle conseguenze neoplastiche e cardiovascolari del fumo non è altrettanto importante per quanto riguarda la malattia ostruttiva polmonare.

Questo malgrado la BPCO sia molto diffusa (circa il 20-25% dei fumatori ammala di BPCO) e induca costi estremamente rilevanti. La malattia ha un decorso subdolo per cui spesso la diagnosi viene effettuata a un livello di gravità ormai avanzato. E' auspicabile che sia gli utenti che i medici manifestino maggiore attenzione alla diagnosi tempestiva della BPCO. I fumatori da più di 10-15 anni, anche se non presentano sintomi, devono effettuare una spirometria per verificare l’eventuale sviluppo di BPCO.

Nel caso di diagnosi positiva, oltre alla sospensione del fumo, deve essere intrapresa una terapia volta al miglioramento della performance fisica, alla riduzione delle riacutizzazioni e al rallentamento del decremento della funzione respiratoria. A questo riguardo, in applicazione delle Linee di Indirizzo Regionali sulla gestione della BPCO, la USL Umbria 2 ha promosso la realizzazione di una procedura aziendale che coinvolge gli pneumologi ed i medici di medicina generale volta alla diagnosi precoce della malattia, alla ottimizzazione della terapia e alla riduzione delle riacutizzazioni e dei ricoveri ospedalieri. Siamo fiduciosi che questo cambio di approccio, condiviso e vincolante, porterà significativi vantaggi ai pazienti". (A.T.)


Ultimo aggiornamento: 19/07/2016