I VENERDÌ DELLA RIABILITAZIONE - Riabilitazione Comunitaria: dalle esperienze alle possibili implementazioni





I VENERDI’ DELLA RIABILITAZIONE
Riabilitazione Comunitaria: dalle esperienze alle possibili implementazioni
P.O Foligno, Sala Alesini, 28 febbraio 2020 orario 15.00 -19.00

Direzione Scientifica: Dr. Mauro Zampolini, Specialista in Neurologia e in Medicina Fisica e Riabilitativa, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione - Usl Umbria 2, Presidente Europeo UEMS-PRM Specialistica Riabilitativa


Segreteria Organizzativa: Servizio Formazione USL Umbria 2, sede di Foligno
Referente Organizzativa evento Tel. 0742 336973 e-mail mara.moretti@uslumbria2.it



LOCANDINA PROGRAMMA



Riabilitazione Comunitaria: dalle esperienze alle possibili implementazioni

P.O Foligno, Sala Alesini, 28 febbraio 2020 orario 15.00 -19.00

Programma dei lavori 15.00 Presentazione della giornata

Mauro Zampolini

15.15 Riabilitazione basata sulla comunità: progetto su un futuro di partecipazione rivolto a disabilità croniche - Germano Pestelli

15.30 Approccio pratico all'implementazione e il contributo dei terapisti -Arianna Antonini

16.00 Riabilitazione su Base Comunitaria e le Case della salute - Ivano Mattozzi

16.30 Discussione 16.45-17.00 Pausa caffè

17.00 - 18.30 Tavola rotonda:
Opportunità di implementazione della Riabilitazione basata sulla comunità
Coordinano: Mauro Zampolini, Germano Pestelli e Ivano Mattozzi
Partecipano i Responsabili dei Distretti e della Riabilitazione territoriale

18.30 - 19.00 Valutazione dell’apprendimento con compilazione Questionario ECM.

Gradimento on line sul portale GURU entro 7 giorni dal termine dell’evento


Razionale scientifico


Sviluppo inclusivo di comunità o riabilitazione basata sulla comunità: progetto su un futuro di partecipazione rivolto a disabilità croniche

In un mondo che invecchia e che diminuisce in servizi e risorse sanitarie e sociali occorre mettere in campo azioni che vadano a sopperire sia la diminuzione delle funzioni motorie sia la diminuzione di offerta da parte del sistema.

In pratica occorre pensare a nuovi modelli sociali che aiutino il sistema sanitario a mantenere attive le persone attraverso soluzioni percorribili.”
Recentemente sono sorti, prima all’estero e poi in Italia, attività di aiuto su base comunitaria che prevedono riattivazioni motorie e quindi facilitazioni a muoversi in persone anziane o con disabilità croniche o cronicizzanti che limitano la vita di qualità.

Ma riabilitare o riattivare funzioni spesso non è sufficiente ed occorre aumentare i luoghi di aggregazione sociale e nel contempo rallentare la progressione delle complicanze delle malattie croniche.
Mantenersi attivi sì certo, ma spesso non basta o non è facilmente attuabile. La crisi economica ha tolto dalle tasche di molti italiani il denaro sufficiente per curarsi e, nel contempo, la stessa crisi ha ridotto le offerte di cura del SSN.

Le idee nuove non mancano, una potrebbe essere lo sviluppo inclusivo su base comunitaria, già attivo in molti Paesi in scia alla riabilitazione comunitaria.
Il problema è avere modo di applicarlo.

La moltitudine e l’invecchiamento portano le persone ad isolarsi ed a deprimersi. La comunità, l’attività, il da farsi con l’obiettivo comune di migliorare situazioni sociali e personali può essere una risposta vincente per il miglioramento della qualità della vita di persone disabili ed anziane e per le loro famiglie.

Ultimo aggiornamento: 11/02/2020