Ospedale di Foligno: vent’anni di innovazione. Dal modello per intensità di cura alla sfida dell’innovazione digitale
FOLIGNO – Non si celebra soltanto un edificio, ma una visione. A vent’anni dal trasferimento nel nuovo ospedale “San Giovanni Battista" di Foligno, traccia un bilancio che va ben oltre la statistica: è la storia di una scommessa vinta, quella di trasformare un ospedale di provincia in un laboratorio di innovazione organizzativa e tecnologica.
Correva l'anno 2006 quando la sanità folignate lasciava la sede storica nel cuore della città per abbracciare una struttura moderna e, per l'epoca, rivoluzionaria. Quel trasloco segnò non solo il trasferimento fisico ma anche il passaggio da una medicina frammentata per reparti a una visione olistica centrata sul paziente.
La Rivoluzione dell'Intensità di Cura
Mentre gran parte degli ospedali italiani ragionava ancora per compartimenti stagni, Foligno divenne un sito pilota del Modello per Intensità di Cura. Fu un cambio di paradigma radicale: i pazienti non venivano più ricoverati in base alla specialità medica (Neurologia, Medicina, Chirurgia etc.), ma aggregati in base alla gravità del loro quadro clinico e al bisogno assistenziale. Dalla Intensive Care alla Low Care, l'ospedale si è riorganizzato orizzontalmente, permettendo alle competenze multidisciplinari di convergere sul malato, e non viceversa. Una scelta coraggiosa che ha anticipato i tempi, scardinando le rigidità del sistema tradizionale.
Ospedale "Permeabile" e Umano
L'innovazione organizzativa ha trovato sponda in un'architettura che non dimentica la dimensione umana. Ispirato ai principi dell'ospedale moderno di Renzo Piano, il San Giovanni Battista è nato per essere un luogo "permeabile": non un fortino isolato, ma una struttura aperta alla città attraverso la sua "Main Street", ricca di luce e di spazi verdi. L'umanizzazione delle cure è passata anche per la tecnologia. Dotazioni d'avanguardia come la PET-TC (tra le prime in Centro Italia), la telecardiologia e la digitalizzazione spinta dei processi hanno reso la struttura non solo accogliente, ma anche estremamente performante. Purtroppo non si è riusciti a mantenere il modello sperimentale; forse erano tempi non maturi per l’elemento della collaborazione tra reparti e professionisti nell’ambito dell’umanizzazione delle cure. I reparti aperti, inclusa la rianimazione, sono esempi di questa prospettiva.
La Resilienza e il Futuro Digitale
Il vero test di questo modello è arrivato con le crisi sistemiche degli ultimi anni, tra cui l'emergenza pandemica. La flessibilità intrinseca del modello di cura ha permesso all'ospedale di "cambiare pelle" rapidamente, resistendo agli urti e garantendo continuità assistenziale, consolidando il suo ruolo di terzo polo sanitario dell'Umbria.
Oggi, guardando ai prossimi vent'anni, l'asticella si alza ancora. L’Ospedale di Foligno, in coerenza con le Linee guida del Piano socio san 25/30 e della Rete Ospedaliera, si conferma un Polo di eccellenza di Primo livello ( Spoke), integrato e sinergico con l’Az Osp di Pg, HUB di Secondo livello per la gestione in Prima istanza dell’emergenza urgenza tempo dipendente delle patologie acute e croniche a media e bassa complessità. Forte di un'eredità solida, l'Ospedale di Foligno si prepara ad affrontare l’epoca digitale con le nuove frontiere della telemedicina e con la sperimentazione responsabile dell'Intelligenza Artificiale; strumenti che non sostituiranno il medico, ma ne potenzieranno le capacità diagnostiche e predittive. L'obiettivo resta immutato: unire l'alta tecnologia alla profonda umanizzazione, confermando Foligno come riferimento nel panorama sanitario regionale, pienamente integrato con la rete ospedaliera regionale.