APPROFONDIMENTI - La prevenzione vaccinale del cervicocarcinoma e delle altre patologie HPV correlate



A cura del Team consultorio Spoleto-Valnerina e centro vaccinale Spoleto. Foto Pixabay


LA PREVENZIONE VACCINALE DEL CERVICOCARCINOMA E DELLE ALTRE PATOLOGIE HPV CORRELATE



Nel 2008 ad Harald zur Hausen, venne conferito il premio Nobel per la medicina poiché era riuscito a provare che “il Papilloma Virus Umano (HPV) è la causa necessaria anche se non sufficiente del tumore del collo dell’utero”.


Esistono molteplici genotipi di HPV classificati in: ALTO RISCHIO - frequentemente associati al cervicocarcinoma); MEDIO RISCHIO - infrequentemente associati al cervicocarcinoma; BASSO - raramente associati al cervicocarcinoma ma spesso associati a lesioni benigne come i condilomi genitali. Fra i virus ad alto rischio oncogeno i genotipi 16 e 18 sono presenti in circa il 72 % delle lesioni neoplastiche.



INFEZIONE DA HPV: LA MALATTIA SESSUALMENTE TRASMESSA PIU’ FREQUENTE AL MONDO

Nel corso della loro esistenza, oltre l’85% delle donne sessualmente attive probabilmente contrarrà l’infezione genitale . Quasi tutte guariranno spontaneamente, eliminando il virus nei due anni successivi al contagio. Una minima parte di loro avrà infezione persistente e sarà a rischio di sviluppare il tumore. Quindi, la guarigione è l’esito usuale di questa infezione frequente, mentre il tumore ne rappresenta una rarissima complicanza.  

Per la progressione della infezione HPV persistente verso il cancro sono importanti i fattori associati quali: predisposizione  genetica, attività sessuale frequente , età precoce al primo rapporto ,  numero elevato di partner , promiscuità sessuale del partner, fumo di sigaretta , Utilizzo dei contraccettivi ormonali  per molto tempo (più di 5 anni) ,Co-infezione con altri virus a trasmissione sessuale come CMV, HSV-2 …,Immunodepressione  ( HIV, terapie immunosoppressive) ed infine, alta carica virale di HPV 16 e 18  e le varianti virali soprattutto dell’HPV 16 .


DISPARITA’ GEOGRAFICA: MAGGIORE POVERTA’ = MAGGIORE INCIDENZA

Ogni anno nel mondo si verificano circa 600.000 nuovi casi di cervicocarcinoma con 350.000 vittime. Le Aree a maggior rischio sono i Paesi in via di sviluppo con incidenza > 40 casi / 100.000 donne / anno, mentre le Aree a minor rischio sono i Paesi industrializzati con incidenza intorno a 17 casi / 100.000 donne / anno. Le differenze dipendendo soprattutto dalla disponibilità di risorse economiche che hanno le nazioni per investire nel programma di screening.  



DAL PAP TEST AL TEST HPV

Il Pap Test, dovuto all’intuizione di Papanicolau, ha rappresentato un trionfo nella lotta contro questo tumore. Introdotto negli anni 20, è stato utilizzato diffusamente dagli anni 60 ed ha permesso una forte riduzione della incidenza di questo cancro.


Un trionfo che però non basta. Ogni anno in Italia, nonostante il programma di screening, si verificano circa 1600 nuovi casi di cervicocarcinoma con circa 650 vittime.


Per migliorare lo screening è stata introdotta la ricerca dei virus oncogeni sul collo dell’utero attraverso   HPV TEST che permette d’individuare donne a rischio. In caso di test positivo si ha un aumento di circa 100 volte del rischio di sviluppare lesione di alto grado; cioè lesioni sul collo dell’utero che se non trattate, di solito ambulatorialmente, nel corso degli anni potranno trasformarsi in cancro.


Eliminata la lesione, si riduce ma non si annulla il rischio che resta circa 2,8 volte superiore rispetto alla popolazione generale.


Si elimina la lesione ma non la sua causa
: l’infezione da HPV.

 


LA PRIMA VACCINAZIONE CONTRO IL CANCRO

La prevenzione ottimale sarà proprio evitare l’infezione da HPV, cosa possibile attraverso la vaccinazione contro il papillomavirus. Una svolta epocale nella prevenzione oncologica essendo il PRIMO VACCINO APPROVATO PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE COLLO DELL’UTERO

 


VACCINAZIONE ANTI-HPV: DAL BIVALENTE AL TETRAVALENTE FINO AL NONAVALENTE

La vaccinazione HPV con il vaccino nonavalente oltre ridurre il rischio del cancro della portio fino al 90%, riduce il rischio di altri cancri HPV correlati come quello anale e dell’orofaringe. Inoltre è ridotto il rischio di presentare lesioni precancerose, oltre che della cervice uterina,  anche della vulva, vagina, ano e delle lesioni condilomatose perineali.

Secondo il PNPV 2017-2019 , l’ultimo redatto, l’età raccomandata per l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antiHPV va dal dodicesimo anno di vita (dal compimento dell’11° compleanno al compimento del 12°) . I benefici possono aversi anche dalla somministrazione del vaccino in età superiore, specialmente se prima del debutto sessuale.


È comunque opportuno consigliare la vaccinazione anti-HPV, in tutte le donne in età fertile non vaccinate in precedenza, utilizzando, ad esempio, l’occasione dell’invito al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test o HPV test), soprattutto adesso che il vaccino e nonavalente poiché, se è vero che con l’inizio dell’attività sessuale è altamente probabile che si contragga l’infezione virale, è però altrettanto vero che non si entrerà in contatto con tutti i nove virus contenuti nel vaccino pertanto una  protezione, anche se non ottimale, la vaccinazione la garantisce comunque.


Il PNPV 2017-2019 rimanda alle strategie vaccinali attuate dalle singole Regioni (gratuità o regime di co-pagamento) per tutte le fasce d’età superiori ai 12 anni.


SI RIPORTA IL CONTENUTO DEL
BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA 23 GIUGNO 2021:

-offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti HPV alle ragazze di 25 anni non vaccinate in precedenza in occasione della prima chiamata per lo screening del tumore del collo dell’utero

- offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti HPV alle donne con storia documentata di lesioni da HPV recentemente trattate in tutte le occasioni utili di contatto con il servizio sanitario regionale fino all’età di 64 anni

 



SCHEDULA VACCINALE

Il vaccino somministrato 0,5 ml per via intramuscolare sito preferito: regione deltoidea braccio o area anterolaterale superiore coscia

Schedula per le nuove chiamate (11 anni)

2 dosi di vaccino HPV nonavalente a 0 e 6 mesi

dopo 15 anni schedula a 3 dosi (0, 2e 6 mesi)

gratuito fino al compimento del 18°anno

Dopo i 18 anni fuori chiamata:

Schedula a 3 dosi. Compartecipazione da parte dell’utente alla spesa del costo del vaccino

Quest’anno per la coorte 1997 se non vaccinate:

Vaccinazione gratuita




VACCINAZIONE E GRAVIDANZA

La vaccinazione anti-HPV è attualmente sconsigliata durante la gravidanza. Non ci sono studi specifici dell’impiego nelle gestanti, anche se, la sua somministrazione accidentale non ha fatto registrare un aumento di malformazioni o di altri eventi avversi rispetto al gruppo di controllo. L’eventuale somministrazione accidentale del vaccino non rappresenta un’indicazione all’interruzione volontaria della gravidanza ma si consiglia comunque di sospendere il ciclo vaccinale che potrà essere completato durante l’allattamento.



DONNE ADULTE POST TRATTAMENTO

Nelle donne con CIN 2 e CN3 è raccomandata la vaccinazione anti-HPV perché migliora gli esiti al follow-up. Il vaccino dovrebbe essere somministrato il prima possibile subito dopo il trattamento. In alcuni centri del nostro paese la vaccinazione precede la rimozione della lesione cervicale.

 

SICUREZZA VACCINALE 

Studi ufficiali hanno rilevato la estrema sicurezza nel lungo termine anche di questo vaccino. Sono stati descritti sintomi locali, dolore e iperemia nella sede d’inoculo e raramente generali come febbre, e mialgia. Per maggiore sicurezza è consigliabile che la vaccinazione venga effettuata in centri vaccinali.

 


ESITAZIONE VACCINALE

L’esitazione vaccinale ed il conseguente rifiuto dipendono da: paura degli effetti collaterale del vaccino, il fatto che non sia ritenuto necessario e, purtroppo, anche dal non essere consigliato da alcuni operatori sanitari.

 

LO SCREENING DEL CERVICOCARCINOMA

Il programma di prevenzione del tumore del collo dell’utero si realizza attraverso l’effettuazione di un semplice esame che consente di identificare eventuali lesioni precancerose e di intervenire, in modo poco invasivo, molto prima che queste si trasformino in tumore. La diffusione dell’infezione da HPV aumenta fino ai 25 anni di età per poi regredire spontaneamente nell’80% delle donne, entro i 18 mesi successivi all’infezione. Dopo i 30 anni è stato dimostrato che se questa infezione persiste tende a progredire e a provocare lesioni precancerose. PER TALE MOTIVO ALLE DONNE DI ETÀ COMPRESA TRA 25 E 29 ANNI È OFFERTO IL PAP-TEST COME TEST DI SCREENING da ripetere ogni 3 anni. DAI 30 ANNI FINO AI 64 ANNI LO SCREENING SI AVVALE DEL HPV TEST DA RIPETERE OGNI 5 ANNI IN CASO DI NEGATIVITÀ.

Tuttavia le attività di screening non possono escludere in assoluto l’eventualità che si verifichino casi di tumore, per questo è importante rivolgersi al proprio medico di fiducia nel caso di sintomi, quali soprattutto perdite ematiche dai genitali dopo rapporti sessuali, durante l’intervallo tra un test di screening e l’altro.



IL PERCORSO


La donna riceve un invito ad effettuare il test di screening presso il Consultorio più vicino al luogo dove abita, con possibilità di modificare l’appuntamento. Viene eseguito da una ostetrica, non è doloroso e non espone a nessun pericolo. Il risultato viene comunicato per posta. Se è negativo la donna viene invitata di nuovo a fare un test di screening dopo 3 oppure 5 anni in base all’età e, quindi, al test utilizzato.  Se non dovesse risultare negativo la donna verrà invitata a seguire un controllo di screening con un intervallo più breve oppure ad eseguire una colposcopia (esame di II livello che permette la visione ingrandita del collo dell’utero tramite uno strumento ottico) che sarà prenotata direttamente dal centro screening. Non è prevista partecipazione alla spesa da parte dell’utente.


Nella maggior parte dei casi un test non negativo non significa avere un tumore del collo dell’utero, ma che sono presenti alterazioni curabili in maniera semplice.


Nel caso in cui dagli accertamenti emergano lesioni più importanti, il Centro di colposcopia prende in carico la donna eseguendo i trattamenti necessari, di solito ambulatoriali ed i successivi controlli periodici programmati.


È importante rispettare i controlli programmati, proposti alla giusta scadenza. Solo in questo modo la prevenzione sarà efficace.

 


Ultimo aggiornamento: 13/12/2021