SANA COLLABORAZIONE O CONCORRENZA SLEALE?
FOLIGNO - In relazione alla nota diffusa da Brugnoni Group Sanità e dal suo centro medico “La Quintana” è bene che i lettori e l’opinione pubblica della città di Foligno conoscano la verità per quella che è e non per come viene raccontata da chi nella vicenda ha interessi, seppur legittimi, di tipo economico.
E’ opportuno quindi risalire alla storia e ai fatti.
Per abbattere le liste di attesa, la Usl Umbria 2 ha avviato da tempo un percorso virtuoso di sinergia pubblico-privato che prevede l’utilizzo dell’offerta privata dei centri convenzionati del territorio in stretta collaborazione e integrazione con l’azienda sanitaria stessa. Si è stabilito quindi di procedere, tramite avviso pubblico di manifestazione di interesse, all’acquisto in ambito distrettuale di prestazioni specialistiche ambulatoriali.
Il centro medico “La Quintana” ha partecipato a tale avviso, la domanda è stata accolta sebbene il centro sia accreditato provvisoriamente e si è proceduto, il 15 maggio scorso, alla stipula dell’accordo contrattuale per la fornitura delle prestazioni in linea con quanto definito dalla manifestazione di interesse.
Ad oggi, pertanto, la società ha un accordo contrattuale con l’Azienda Usl Umbria 2, con budget specifico per l’erogazione di prestazioni specialistiche e di radiologia che sono sostenute dall’Azienda, quindi dal pubblico, secondo le tariffe previste dal nomenclatore tariffario che stabilisce, a garanzia del cittadino, la tipologia e le modalità di fornitura del servizio.
Nell’accordo siglato dalle parti viene espressamente previsto che “la struttura privata si impegna ad applicare uno sconto del 5% sulle tariffe previste dal nomenclatore tariffario oltre al 2% previsto dalla legge finanziaria n. 296/2006”.
Viene infine riportato e sottoscritto di “non applicare ai soggetti privati, per le stesse prestazioni in convenzione, sconti ulteriori al fine di evitare forme di concorrenza con l’azienda sanitaria”, ed inoltre che “ la struttura è consapevole che l’applicazione di sconti maggiori al privato rispetto a quelli applicati all’Azienda comporta la risoluzione immediata del presente contratto”.
Come altri centri convenzionati, la Ditta Quintana applica quindi le tariffe nazionali e viene puntualmente pagata dall’Azienda Sanitaria in base al budget stabilito.
Sin qui i fatti da cui scaturisce un’unica riflessione basata sulla evidente distorsione che si determina quando una Ditta, convenzionata con il Sistema Sanitario Regionale, una volta assorbito il budget del pubblico, applica ulteriori ribassi alle prestazioni facendo concorrenza sleale all’Azienda che invece, come da normativa, deve rispettare il tariffario nazionale anche ai soggetti che pagano la prestazione.
Non è solo una questione di buon senso ma anche di correttezza e di trasparenza considerato che la manifestazione di interesse è stata partecipata, l’accordo è stato siglato ed accettato in tutti gli articoli.
L’Azienda sanitaria non avrebbe (e non ha) alcuna voce in capitolo nei confronti di quelle strutture sanitarie private “pure” che non beneficiano di alcun accordo con il pubblico e pertanto hanno il proprio “rischio d’impresa“.
Ma in questo caso si parla d’altro.
Foligno, 4 giugno 2020