Un omaggio della città e dell'azienda sanitaria, sentito e partecipato, per ricordare lo stimato e indimenticato luminare di Trevi, per molti anni direttore della struttura complessa di Chirurgia Generale dell’ospedale "San Matteo degli Infermi" di Spoleto, che ha scritto una pagina fondamentale della chirurgia e della sanità pubblica regionale portando in Umbria, nel 2002, uno dei primi tre robot chirurgici italiani.

I rappresentanti istituzionali del Comune di Trevi e della Regione Umbria hanno ricordato, oltre agli importanti traguardi ottenuti nel campo della medicina e dell'innovazione tecnologica, la grande umanità e disponibilità del professionista unite al senso di appartenenza alla comunità cittadina.
"La Casa della Comunità - hanno sotttolineato - è una struttura fortemente innovativa ed è giusto che venga intitolata ad un innovatore. L'obiettivo dell'istituzione regionale è di avvicinare i servizi ambulatoriali ai cittadini potenziando la medicina territoriale attarverso l'apertura di 17 Case della Comunità. Si ritiene infatti fondamentale la gestione nel territorio delle patologie croniche, attraverso la medicina di iniziativa, con percorsi diagnostico-terapeutici specifici".

Per il direttore generale dell'Azienda Usl Umbria 2 Massimo De Fino "la città di Trevi ha supportato con grande slancio ed impegno le attività sanitarie nel territorio. La Casa della Salute sperimentata ormai da diversi anni, ci consente di sviluppare questo nuovo progetto - la Casa della Comunità - che verrà ulteriormente potenziato per garantire una migliore e più efficace risposta in termini di assistenza e cura".
"Siamo lieti di intitolare la casa al professor Luciano Casciola - ha proseguito il manager sanitario - che ha portato la chirurgia robotica a Spoleto scrivendo una pagina importante della storia del sistema sanitario nazionale e regionale".
Anche il direttore del distretto di Foligno Paolo Tozzi ha parlato di futuro: "Il ruolo dei medici di medicina generale verrà potenziato e qualificato - ha dichiarato - con la medicina di iniziativa attraverso una selezione dei pazienti a rischio per i quali verrà definita una specifica presa in carico".
La famiglia del luminare ha ringraziato la città, le istituzioni, l'azienda sanitaria, i numerosi professionisti della Usl Umbria 2 intervenuti alla cerimonia: "È un riconoscimento per l'attività di studio e l'idea di lavorare senza dimenticare le radici. Ha avuto una forte attenzione alla sanità pubblica e questo è il coronamento del suo percorso ideale".
Al termine della cerimonia di intitolazione della struttura sanitaria
in via Coste San Paolo, la delegazione ha raggiunto la cappella dell'ex Chiesa di San Domenico, presso la Struttura Complessa di Riabilitazione Motoria Neurointensiva di Trevi, restituita alla città dopo lunghi e complessi interventi di restauro.
