Word No Tobacco Day 2024, l'indagine con i dati sull'abitudine al fumo in Umbria


TERNI - L’abitudine al fumo di tabacco (tabagismo) rappresenta uno dei maggiori problemi di sanità pubblica nel mondo: l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ritiene che sia responsabile di 8 milioni di decessi l’anno fino al 2030. Oltre al tabacco, una sigaretta contiene molti componenti, più di 4000 sostanze chimiche che si sprigionano per effetto della combustione. Una delle più pericolose è il catrame che contiene sia sostanze cancerogene che si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie, sia sostanze irritanti che favoriscono infezioni, bronchite cronica ed enfisema. La nicotina, inoltre, è un alcaloide che influenza i sistemI cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza.

Il fumo passivo, ossia l’inalazione involontaria di fumo di tabacco disperso nell’ambiente, che comprende il fumo prodotto sia dalla combustione lenta della sigaretta o di altro prodotto del tabacco da fumo (come sigari, pipe e sigaretti) sia dall’espirazione del fumo dal fumatore, diluito con aria dell’ambiente, è a tutt’oggi una delle esposizioni più importanti e più diffuse nell’ambiente confinato. Le sostanze emesse vengono assorbite anche dagli arredi che le rilasciano lentamente (fenomeno detto “fumo di terza mano”), cosicché l’esposizione al fumo passivo dura per un tempo di gran lunga superiore rispetto a quando sono state esalate; non esiste un livello soglia al di sotto del quale il fumo di tabacco ambientale sia innocuo. L’esposizione al fumo passivo comporta l’inalazione involontaria di sostanze cancerogene e di altri componenti tossici e nocivi per la salute, aumentando il rischio di gravi patologie; i bambini con almeno un genitore fumatore incorrono in infezioni delle basse vie respiratorie, in asma bronchiale e otite media, mentre gli adulti esposti al fumo in casa e/o sul lavoro sono affetti da malattie ischemiche del cuore, cancro del polmone, esacerbazione di asma bronchiale e sintomi respiratori. In Italia, il fumo passivo sarebbe responsabile di un migliaio di morti l’anno e il rischio cumulativo di morte per tumore polmonare è di un morto ogni 1000 persone esposte al fumo passivo, un valore comunque elevato anche se di molto inferiore a quello dei fumatori attivi (380 morti ogni 1000 fumatori)

In occasione della giornata mondiale contro il fumo del 31 maggio, si riportano i dati umbri PASSI e PASSI d'ARGENTO sull'abitudine del fumo in Umbria dove il 24% della popolazione fra 18 e 69 anni fuma sigarette tradizionali, il 2,4% usa esclusivamente dispositivi elettronici e il 4,5% misto.

Il numero medio di sigarette fumate è di 11,6 al giorno.




 Umbria report Giornata mondiale fumo




I danni del fumo


L'assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni.

Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita.


Si stima che di 1.000 maschi adulti che fumano uno morirà di morte violenta, sei moriranno per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate.

Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l'apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono i più bersagliati. Il Center for Disease Control and Prevention - CDC degli USA ha identificato 27 malattie fumo-correlate. Ogni malattia ha un particolare rischio correlato al fumo. La gravità dei danni fisici dovuti all'esposizione (anche passiva) al fumo di tabacco, è direttamente proporzionale all'entità complessiva del suo abuso.


Più precisamente sono determinanti:
età di inizio
numero di sigarette giornaliere
numero di anni di fumo
inalazione più o meno profonda del fumo.


Principali patologie fumo-correlate
Il fumo aumenta il rischio di molti tipi di tumore. Tutti conosciamo l'associazione tra fumo e tumore polmonare, ma anche altri tumori sono associati in diversa misura al fumo di tabacco, come i tumori del cavo orale e della gola, dell'esofago, del pancreas, del colon, della vescica, della prostata, del rene, del seno, delle ovaie e di alcune leucemie.


Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), episodi asmatici, infezioni respiratorie ricorrenti, ed è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un fumatore ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un non fumatore. Un individuo che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo e la sua vita potrebbe non superare un’età compresa tra i 45 e i 54 anni. 


Il fumo è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione di un precoce danno renale diabetico (albuminuria) e per il peggioramento della retinopatia nei giovani soggetti diabetici.


L'esposizione cronica al fumo può anche essere causa di danni sulla sessualità maschile, amplificando notevolmente il rischio di impotenza, specie quando associata a patologie cardiovascolari e relative terapie farmacologiche.


Il fumo influisce negativamente sull'apparato riproduttivo femminile, provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto il fumo altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili. Una donna gravida che fuma ha un aumentato rischio di aborti, di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso.


Il fumo produce, infine, danni estetici, come gengive bianche, ingiallimento dei denti, invecchiamento della pelle, aumento dell'irsutismo del volto. (Fonte ministero della Salute).





(
A.T. 31.05.2024)

Ultimo aggiornamento: 12/06/2024



img social